La comunità di Borgo Ognissanti

Nell’ottocento vi furono due testimonianze battiste; la prima fu dovuta alla Chiesa Apostolica collegata alla Missione Battista Inglese e caratterizzata dall’accoglienza alla Santa Cena degli evangelici appartenenti a chiese che praticavano il pedobattismo.

Questa chiesa iniziò la sua opera a Firenze nel 1880 con il pastore Pier Enrico Jahier, padre del noto scrittore Piero Jahier, autore di romanzi ambientati nella prima guerra mondiale.
Il pastore Jahier, prima di dedicarsi al ministero, aveva aiutato il conte Piero Guicciardini a ordinare la splendida biblioteca sulla Riforma e sul protestantesimo, regalata alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.

La prima permanenza di Jahier nella chiesa apostolica di Firenze durò poco perché scoppiò il colera a Genova e il pastore William Landels morì nell’epidemia. Lo Jahier si trasferì a Genova e partecipò all’opera di soccorso, mentre a Firenze, lo sostituì Giovanni Allegri. Jahier tornò tra il 1885 e l’87 nel capoluogo toscano dove si trasferì definitivamente nel 1895, quando la missione aprì l’attuale locale della Chiesa Battista in quello che era stato un teatro in Borgo Ognissanti, a pochi passi dal lungarno. Purtroppo, però, morì tragicamente l’8 novembre 1896.
La comunità aveva, in quegli anni, 45 membri che non erano pochi tenendo conto che nella mentalità del tempo il battesimo per immersione, soprattutto per le donne, presentava varie difficoltà.

La chiesa continuò la sua opera in città, mentre era affidata al missionario inglese Shaw, prima e poi a diversi altri pastori italiani. Nel 1908 nacque, in Borgo Ognissanti, un circolo “Pro Vita” per discussioni religiose, sociali e politiche, mentre si apriva anche una chiesa a Prato. Nel 1919 troviamo pastore Ignazio Rivera che, nel 1925, diventerà segretario del Movimento Giovanile Battista. Nel 1920 il locale di Borgo Ognissanti accolse anche l’altra comunità battista aderente alla Missione Americana che si diceva in comunione con tutti gli evangelici, ma che non ammetteva alla Santa Cena quelli che non avevano fatto il battesimo da adulti.

Questa seconda comunità era nata nel 1893 ad opera del missionario John Eager e fu agevolata da un fatto clamoroso. Un frate francescano, Padre Pio da Castiglion Fiorentino, al secolo Donato Stanganini, si era convertito al protestantesimo a Pistoia per mezzo di un notevole predicatore, Luigi Mario Galassi. Ben presto lo Stanganini fu informato che suo padre stava male e corse quindi a casa sua a Castiglion Fiorentino, ma fu sorpreso e portato prigioniero in un convento da cui riuscì a fuggire. Il missionario Eager che aveva aperto la chiesa in oggetto, sfruttando il clamore suscitato dalla vicenda Stanganini, invitò, ad aiutarlo a Firenze, prima lo Stanganini medesimo e poi il Galassi, che era un ottimo polemista e di cui vogliamo ricordare un libro molto letto in quegli anni che era “Gesù socialista”.

Questa chiesa, tra il 1913 ed il 1919 ebbe varie difficoltà, come il frequente cambio di pastori e ben quattro trasferimenti di luogo di culto. Nel 1919 il pastore era l’ex prete modernista Piero Chiminelli in polemica con il pastore Rivera ancor prima che si arrivasse all’unione delle due comunità. Nel 1923 Chiminelli fu trasferito a Roma e Rivera rimase unico pastore a Borgo Ognissanti fino al 1939, quando fu sostituito dal pastore di Milano Scraiberg veterano dell’evangelizzazione nelle valli piemontesi.

Nel 1947 si tenne a Firenze l’assemblea del Movimento Femminile di cui fu eletta presidente Gina Bassi Mannucci. Nel 1949 divenne pastore di Firenze Piero Bensi che inaugurò un lungo ministero in un momento molto felice della testimonianza evangelica in città attraverso pastori molto attivi e preparati come i pastori valdesi Luigi Santini e Franco Sommani, e mentre nasceva un proficuo dialogo con le comunità del dissenso cattolico molto vivo in quegli anni.

La chiesa battista di Firenze nel XX secolo ed in questo inizio di millennio, è stata molto ben inserita nel contesto del protestantesimo fiorentino ed in seno alla famiglia battista italiana. Il pastore Ignazio Rivera, infatti, come abbiamo già visto, era stato eletto segretario del neonato movimento giovanile battista nel 1925 e nel 1935 diventerà presidente della nascente Opera Evangelica Battista d’Italia. Quando poi l’OEBI si trasformò in UCEBI, il pastore Bensi ne diventò presidente dal 1974 all’84 mentre dal 1976 all’82 fu anche presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia. Fu poi pastore a Borgo Ognissanti per 18 anni Mario Marziale che fu anche funzionario della Regione Toscana e utilizzò questo impegno per evangelizzare quanti erano accanto a lui. Dopo di lui, nel 1996, fu eletto pastore Raffaele Volpe che poi nel 2010 venne chiamato alla presidenza dell’UCEBI, e fu sostituito a Firenze dall’uscente presidente UCEBI Anna Maffei, che si trasferirà a Milano nel 2016, sostituita da Carmine Bianchi.

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